METODOLOGIE – Nell’ambito del welfare di comunità, fortemente area-based, promosso nelle Case del Quartiere, le doti di inclusione sono strumenti utili per rispondere in modo mirato a bisogni concreti.
Rafforzare legami, competenze e senso di appartenenza è l’obiettivo finale di questo sistema di welfare proposto dal modello delle Case del Quartiere. Il processo con cui si raggiunge questo obiettivo ha specifiche caratteristiche.
Spazi a soglia praticabile: la prossimità nelle Case del Quartiere
Riflessioni sul modello di welfare di prossimità sviluppato dalle Case del Quartiere di Torino. Gli Sportelli Sociali delle Case del Quartiere sono concepiti come “snodi di comunità”: luoghi a soglia praticabile, con accessi semplici e sburocratizzati, dove gli operatori diventano figure di riferimento con cui instaurare un legame fiduciario.
La sfida delle Case del Quartiere è quotidiana: mantenere viva questa specificità – fatta di prossimità, informalità, ibridazione e capacità generativa. È una tensione produttiva, che ci costringe a interrogarci continuamente sul senso del nostro lavoro e sul modello di welfare che vogliamo contribuire a costruire.
Per una rilettura politica della partecipazione
Su Vita.it è stata pubblicata la riflessione del direttore Roberto Arnaudo in merito al volume “Parole di partecipazione attiva” di Fondazione Compagnia di San Paolo e cheFare.
Letto dalla prospettiva di chi lavora negli spazi socioculturali di partecipazione, il documento fa emergere alcuni elementi: il primo è che la partecipazione non è un evento, ma un’infrastruttura e richiede contesti relazionali stabili, il secondo è il nesso tra partecipazione e crisi della politica.
METODOLOGIE – Tra gli elementi distintivi del modello delle Case del Quartiere torinesi si trova la funzione terza delle organizzazioni che le gestiscono.
La terzietà degli enti gestori rappresenta la chiave interpretativa per comprendere il valore pubblico e l’impatto delle Case del Quartiere. Non si limitano a offrire spazi accessibili e attività diversificate, ma operano come catalizzatori di capacità collettive, secondo un paradigma di complementarietà strategica.
Dallo spazio fisico allo spazio relazionale
Nella riflessione contemporanea sulla rigenerazione urbana e sugli spazi di comunità, le Case del Quartiere di Torino si configurano come un modello peculiare e innovativo.
Dispositivi abilitanti, non solo contenitori di attività. La “politica del quotidiano” produce nuove forme di welfare urbano, fondate sulla prossimità, la cura condivisa e l’ibridazione di funzioni.
I modelli di governance partecipata che vengono sperimentati nelle Case del Quartiere rendono la cittadinanza soggetto attivo nella definizione delle politiche urbane.









