Parole chiave

Una nuova sezione che raccoglie, come sullo scaffale di uno studio immaginario, le definizione e i significati delle parole che usiamo nella prassi e nelle iniziative quotidiane di Rete delle Case del Quartiere.

comunita inclusive

Le Case del Quartiere di Torino hanno porte sempre aperte, sono spazi accessibili e generativi di incontri.

Luoghi dove l’informalità diventa occasione per sperimentare, dove il quartiere si trasforma in comunità, dove “abitare” significa anche partecipare.

Qui ogni persona porta una parte di sé e insieme si costruisce casa: un posto dove trovare ciò che cerchi e far crescere nuove pratiche del vivere e del fare insieme.

Sentirsi a casa non è solo una questione privata, è un’esperienza collettiva che può trasformare lo spazio pubblico in casa per tutti.

comunita inclusive

Le Case del Quartiere sono spazi pensati per invitare a varcare la soglia: non luoghi chiusi, ma spazi aperti e attraversabili molte volte, che occupano nello spazio urbano e sociale della città la funzione di “piazze coperte”.

«La soglia è la progettazione di una situazione “di mezzo,” ma anche di uno spazio poroso, dinamico, che può invitare in modo semplice e spontaneo all’ingresso e all’esplorazione» scrive Alessandro Bollo su LaRivista#1, progetto editoriale di cheFare.

Questa citazione ci permette di sottolineare come abbassare la soglia per le Case del Quartiere significhi moltiplicare i modi di entrare, di stare e di partecipare delle persone.

Ci sono molteplici accessi possibili, fisici e simbolici, che accolgono tempi e ritmi diversi, livelli eterogenei di partecipazione, di passaggio o di sosta.
La soglia si fa così reversibile: si può attraversare e riattraversare, entrare ed uscire liberamente, portando la città dentro e la “Casa” fuori.

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La partecipazione è un processo abilitante quotidiano e ha bisogno di una “pratica della pazienza” in luoghi attraversabili quotidianamente, presenze capaci di tenere insieme tempi lunghi, conflitti, fiducia.

La partecipazione è anche la via attraverso cui riconquistare, concretamente, pezzi di vita collettiva, desiderio crescente oggi delle persone: possibilità in cui la politica si ricostruisce, nel senso di riappropriazione di spazi e istanze che hanno a che fare con il potere.

La partecipazione fiorisce in spazi indipendenti, accessibili, stabili, come le Case del Quartiere.

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Insieme per noi rimanda a pratiche e significati che vanno oltre alla vicinanza fisica o alla condivisione di intenti.

Il sociologo Richard Sennett* definisce la collaborazione come un processo dinamico che si costruisce nel tempo attraverso scambi, tentativi, errori e adattamenti reciproci, esercizio quotidiano che interroga le regole del vivere comune e un piacere che si allena nella cura della relazione.

Le Case del Quartiere agiscono con questa postura: sono spazi di attivazione e, al contempo, esito di pratiche collaborative radicate nei territori, in cui l’insieme è esperienza viva, mutevole alle trasformazioni sociali e culturali.

Un modo di stare che
• genera valore attraverso progetti condivisi,
• costruisce legami di comunità nel tempo,
• trasforma chi partecipa e il contesto in cui agisce.
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* “Insieme. Rituali, piaceri e politiche della collaborazione” R. Sennett, 2012.

Partner strategico della

Compagnia di San Paolo

Obiettivo Cultura – Missione Favorire partecipazione attiva

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