L’iniziativa ha garantito l’accesso ai centri estivi a 351 bambine, bambini e adolescenti (3–16 anni) appartenenti a 249 nuclei familiari in condizione di grave fragilità economica, per la maggior parte con ISEE inferiore ai 6.000 euro.
Il progetto ha coinvolto 46 centri estivi gestiti da 45 enti del Terzo Settore, diffusi in modo capillare sul territorio cittadino, con particolare attenzione alle aree periferiche e a maggiore concentrazione di vulnerabilità sociale. Grazie a questo lavoro di rete, è stato possibile garantire un’offerta educativa estiva ampia, diversificata e territorialmente accessibile.
Un risultato particolarmente significativo riguarda l’inclusione di 27 minori con disabilità, sostenuta attraverso la copertura dei costi per educatori specializzati, rendendo possibile la partecipazione continuativa alle attività estive anche in presenza di disabilità medio-gravi. Questo ha contribuito sia alla continuità educativa per i minori sia al sollievo dei caregiver familiari, migliorando la conciliazione vita-lavoro.
Dal confronto con le annualità precedenti emergono performance in crescita: aumento del numero di minori coinvolti (351 nel 2025/309 nel 2024), dei centri estivi attivati e dei minori con disabilità accompagnati (27 nel 2025/ 17 nel 2024), a fronte di una rete territoriale stabile e consolidata.
Dal punto di vista dell’impatto sociale, il progetto ha favorito:
- opportunità di socializzazione, integrazione e inclusione per minori provenienti da contesti di povertà ed emarginazione (oltre il 69% con cittadinanza extraeuropea);
- l’aggancio di nuove famiglie ai servizi territoriali (35% non precedentemente conosciute dai centri estivi);
- il rafforzamento di legami di fiducia tra famiglie, Snodi e realtà educative locali, con effetti che proseguono oltre la durata del progetto (il 63% dei centri dichiara relazioni attive anche dopo l’estate).
Nel complesso, Centri Estivi Solidali 2025 si conferma un intervento ad alto valore aggiunto, capace di integrare sostegno economico, inclusione educativa e attivazione comunitaria, rafforzando il ruolo degli Snodi di Torino Solidale come presìdi di welfare di prossimità.




